Geoffrey Kondogbia dovrà per forza di cose essere il nuovo grande acquisto della banda Mancini 2016/2017. L’anno scorso mostrava orgoglioso la numero 7 da Piazza della Repubblica a Milano, oggi si concede una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.
Il gigante nerazzurro affronta molti temi, non nascondendosi e tracciando i prossimi passi per diventare un uomo da Inter. Per il giovane centrocampista ora pare tutto più facile, più chiaro. L’anno scorso non era abituato a questo tipo di preparazione e per un inizio un po’ troppo timido vede le cause non tanto in qualche errore di valutazione, quanto piuttosto la preparazione e l’aspetto fisico.
Si passa poi ad un botta e risposta che tocca molti argomenti:
Lei ha giocato nella Ligue 1, nella Liga e nella serie A: bilancio finale?
“Questo campionato è decisamente il più competitivo perché è il più completo per impegno fisico e approfondimento tattico”.
La stagione scorsa è andata in crescendo, con un ottimo finale. Quest’anno è chiamato a fare bene fin dal principio.
“Quest’anno il mio obiettivo è quello di giocare bene tutte le partite, farlo con continuità per puntare a tornare in nazionale. Penso al Mondiale 2018 e voglio esserci. E per farlo dovrò giocare su ottimi livelli tutto l’anno con l’Inter”.
Si passa poi inevitabilmente all’argomento nazionale e a Paul Pogba, suo amico e competitor nell’idea di centrocampista totale per il futuro.
Il numero 7 nerazzurro dice di aver guardato i suoi compagni durante la finale dell’Europeo e pensa che l’epilogo sia stato incredibile, ma il calcio è questo e vanno fatti i complimenti al Portogallo.
Con Pogba è molto amico, si sente spesso, ma, per tagliare il discorso, dice di non parlare mai di calcio. L’uno è diventato mister 120 milioni, l’altro sta cercando la sua posizione, ma senza paragoni e senza gelosia, perché ognuno segue il suo percorso che lo porterà ad esprimersi al meglio. Nel 2013 erano la coppia di centrocampisti del futuro per la Francia e magari lo torneranno ad essere.
Lei è stato pagato 31 milioni più bonus e aveva 22 anni: ha inciso sul rendimento?
“Quando scendevo in campo non pensavo certo a quanto ero stato pagato. Anche perché il prezzo del mio cartellino non è mai stato un problema per me”.
Per settimane si è discusso del suo ruolo: ci aiuti a conoscerla meglio.
“Sono cresciuto giocando in un centrocampo a 2 davanti alla difesa sull’interno sinistro, ma posso anche giocare in una mediana a 3, sempre sulla sinistra. Mi vedo molto bene nel 4-2-3-1 di Mancini, ma nel calcio moderno è importante saprer coprire più ruoli ed adattarsi”.
This post was last modified on 14 Luglio 2016 - 10:25